Primo rapporto del volontariato padovano

Presentata il 3 dicembre a Padova
Una fotografia dell’impegno civile in provincia

Nel corso dell’evento “L’essenziale è invisibile agli occhi” promosso dal CSV Padova in occasione della giornata internazionale del volontario, sono stati presentati i dati del primo rapporto del volontariato provinciale.

“Con questo rapporto – afferma Emanuele Alecci, Presidente del CSV Padova – il Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova intende promuovere una conoscenza più approfondita delle organizzazioni di volontariato della provincia di Padova. Un territorio che da sempre ha dimostrato una intensa attenzione a questo settore.
Quello che emerge, è un volontariato maturo, molto impegnato, molto presente nella realtà territoriale, con punte di eccellenza nei servizi offerti gratuitamente alla comunità. Ma vi sono anche segnali di preoccupazione che, se non conosciuti e non affrontati adeguatamente, potrebbero, nei prossimi anni, divenire altamente problematici per tutto il settore. Si avvertono infatti alcuni segnali di disorientamento che riteniamo siano provocati da almeno due fattori: un forte scoordinamento di tutto il settore e la difficoltà di dialogo con le Istituzioni. Questo mix rischia di provocare un blocco di pensiero, sui nuovi compiti e sui nuovi ruoli che il volontariato dovrà assumere.
È chiaro, che la grande partita dei prossimi anni sarà la costruzione di un nuovo Welfare, e nella costruzione del ‘Welfare che verrà’, il ruolo e le competenze specifiche del volontariato sono estremamente rilevanti. Ripensare ad un nuovo Welfare diventa pertanto una delle questioni più importanti che abbiamo di fronte.”

Il rapporto mostra la presenza di 6.021 organizzazioni censite, delle quali 1996 si trovano nel comune capoluogo; le restanti 4025 organizzazioni sono distribuite nel territorio della provincia con diverse specificità: una preponderanza di organizzazioni, in numeri assoluti, agisce nei mandamenti di Camposampiero e Vigonza, dove si superano le 500 unità, mentre i mandamenti di Albignasego, Montagnana e Conselve mostrano un numero assoluto che si avvicina per difetto alle 200 unità.

Le organizzazioni sono state suddivise in Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale, Associazione Generica, Gruppo Sportivo, Cooperativa, Ente religioso/Ente pubblico.
Emerge che 3652 associazioni sono classificate come “generiche”, il che significa che sono associazioni non iscritte ad alcun registro e sono, generalmente, di giovane costituzione.
E’ un elemento di riflessione, che cercheremo di approfondire e che ci spinge a pensare che le associazioni in questi anni hanno perso fiducia nel rapporto con l’ente pubblico o lo considerino superfluo.

Interessanti anche i dati sul valore economico delle organizzazioni.
Il 77% delle associazioni risulta di piccole dimensioni (con entrate annue inferiori a 30.000 euro) e le sole organizzazioni di volontariato iscritte al Registro Regionale hanno movimenti per oltre 12 milioni di euro all’anno.
Un ulteriore conferma dell’importanza strategica delle organizzazioni no profit nel territorio provinciale.

Il rapporto completo è disponibile qui.