Volontariato deluso «Ci hanno esclusi»

Dal GAZZETTINO TREVISO

07/06/2017

LA POLEMICA Nuovo piano sanitario regionale

Franceschini (Csv): «Penalizzati i più deboli»

TREVISO – (m.f.) «Il capitale sociale di cui sono ricche le nostre comunità rischia di andare perduto, a discapito delle fasce più deboli e fragili». Alberto Franceschini mette in evidenza i timori del mondo del volontariato davanti alla riforma della sanità del Veneto. Il presidente di Volontarinsieme – Csv Treviso sottolinea il rischi legati a un accentramento delle scelte, alla riduzione delle strutture complesse e a una svalutazione del settore sociale inglobato nell’ambito sanitario delle Usl. «Rimane forte la preoccupazione sul depauperamento delle funzioni prettamente sociali – spiega – chiediamo venga nominato un responsabile del settore sociale per ogni distretto, non solo uno per azienda sanitaria». Altro punto dolente sono gli ospedali di comunità: «Sarebbe necessario avviarli quanto meno nei centri di Treviso, Conegliano, Castelfranco e Oderzo – sottolinea il presidente nel frattempo a Castelfranco e Vittorio Veneto chiudono reparti. Crediamo sia necessario mantenere un numero di posti adeguati alle esigenze del territorio».

Le perplessità riguardano anche il ruolo delle conferenze dei sindaci delle Usl: «Si trasformano in comitati dei sindaci di distretto. Ma con quali obiettivi? Non si capisce nemmeno quale sarà il futuro dei piani di zona, attualmente prorogati al 2018 ma senza una valutazione su quanto è stato fatto e quanto può essere realizzato. Chiediamo chiarimenti alla Regione e alle Usl conclude – è quantomeno spiacevole che il mondo del volontariato, che tanto contribuisce al buon funzionamento della sanità e del sociale nella nostra regione, non venga invitato a contribuire alla definizione degli atti di indirizzo che poi daranno vita alla nuova organizzazione delle Usl del Veneto».

Volontariato deluso «Ci hanno esclusi»